C’è chi non immagina che dietro all’uso quotidiano del frigorifero si nasconda un rischio concreto legato allo spreco di energia. Un componente minuscolo, quasi invisibile, può influire parecchio sull’efficienza dell’apparecchio e – di riflesso – far salire la spesa in bolletta. Quel dispositivo resta acceso ventiquattro ore su ventiquattro, per tutto l’anno, eppure basta una piccola disattenzione nel mantenere pulito il sistema di drenaggio della condensa perché inizi a consumare troppo.
Sto parlando del foro di scarico, che si trova nella parte bassa della parete posteriore interna. È piccolo, molto più della punta di una matita, eppure cruciale: serve per far scorrere via l’acqua di condensa, convogliandola in una vaschetta sotto il frigorifero. Qui, grazie al calore del compressore, l’acqua evapora. Funziona così il ciclo che mantiene efficiente il frigorifero. Aprendo lo sportello, l’aria calda e umida entra. Si generano goccioline sulle superfici fredde, un fenomeno del tutto normale ma che richiede un drenaggio integro, altrimenti raffreddare diventa più faticoso.
Come un piccolo intasamento può far lievitare i consumi energetici
Può bastare un po’ di sporcizia, residui di cibo o calcare per bloccare quel foro. Se si intasa, l’acqua resta bloccata dentro. Si crea un po’ d’umidità che assorbe il freddo prodotto dal compressore, rallentando così tutto il sistema di raffreddamento. Risultato? La temperatura sembra più alta di quella reale e il compressore si accende più spesso e per più tempo. Così si arriva a vette di consumo energetico più alte, fino al 30% in più. Nelle zone dal clima caldo e umido, come in alcune parti del Sud o nelle città con estati afose, succede più spesso.

Se di norma un frigorifero medio assorbe fra 300 e 400 kWh all’anno, basta un foro bloccato per vedere i numeri alzarsi ben oltre i 500, a volte 600. Guardando i prezzi attuali dell’energia, si parla di un costo extra che va dai 80 ai 120 euro ogni anno. Non roba da poco, specialmente per chi deve far quadrare il budget familiare o abita dove le tariffe sono alte o variabili. Insomma, un intasamento di qualche millimetro può davvero incidere, anche se invisibile a occhio nudo, sia sul portafoglio sia sull’ambiente.
Riconoscere il problema e intervenire senza complicazioni
Come capire se il foro è intasato? Osservando attentamente si trovano segnali chiari. Il caso più evidente: acqua stagnante nella parte bassa, spesso vicino ai cassetti per frutta e verdura. Poi può essere ghiaccio che si forma in basso, rumori strani tipo gorgoglii, odori di muffa o tendenza a un’umidità eccessiva dentro il frigo. Segni da non ignorare.
Intervenire è più semplice di quello che molti credono. Non serve attrezzatura speciale, basta un po’ di pratica e pochi oggetti comuni: uno scovolino sottile, qualche cotton fioc, acqua calda con mezzo cucchiaino di bicarbonato, e una siringa senza ago o una bottiglietta dal beccuccio fine. Prima di mettersi all’opera, scollega il frigorifero dalla corrente — cosa che spesso si dimentica — così si evita il rischio di scosse. Rimuovi i cassetti per accedere bene al foro, che spesso è nascosto sotto un tappino trasparente o removibile. Quindi con delicatezza, cercando di non forzare, usa lo scovolino per eliminare l’ostruzione, restaurando così il passaggio per l’acqua.
Ripetere questa piccola manutenzione di tanto in tanto aiuta il frigo a dare il massimo: meno consumi energetici e cibo che resta fresco più a lungo. Un dettaglio spesso trascurato nella cura quotidiana degli elettrodomestici, ma che può davvero fare la differenza tanto nelle spese di casa quanto nella durata del frigorifero stesso. Una mossa semplice, ma dal risultato tangibile, anche in molte case italiane – ecco perché vale la pena ricordarlo.
