Nel cuore dell’Atlantico del Nord si trovano le Isole Faroe, un arcipelago che non passa inosservato per i paesaggi aspri e una natura che dà quasi un senso di intimità isolata. Le scogliere, a strapiombo sull’oceano, impongono rispetto, mentre i prati intensamente verdi si stendono tra villaggi minuscoli: qualcuno conta pochissimi abitanti, altri invece sono del tutto deserti. Spesso vengono accostate all’Islanda, ma è più la Scozia e l’Irlanda – per la vegetazione e l’orografia – a richiamare alla mente. L’acqua si trova ovunque: fiumi, ruscelli e cascate spettacolari raccontano un rapporto profondo con la natura.
Se si cerca un’esperienza dinamica lo trovi qui: trekking, escursioni in barca e avvistamenti di fauna sono il pane quotidiano. Le strade forse strette, immerse nei paesaggi, si trasformano a loro volta in scorci da non perdere. Muoversi con calma? Consigliato, proprio per cogliere ogni dettaglio di ogni isola. Tra le cose meno note – ma di grande valore – c’è l’assenza totale di traffico e folle, che rende i trasferimenti momenti di quiete, quasi un lusso raro.
Le isole occidentali tra lago sospeso e villaggi sulla costa
Il punto d’ingresso principale è Vágar, grazie all’aeroporto che funge da porta d’accesso, da cui partono diverse escursioni. Tra le attrazioni che non si possono perdere c’è il lago sospeso di Sørvágsvatn: otticamente, sembra quasi galleggiare sopra il mare che si intravede poco più in basso. La camminata per arrivarci dura circa tre ore e serve un biglietto d’ingresso – tra i più costosi dell’arcipelago, sì – ma tutto sommato l’esperienza lo giustifica. Durante il percorso ci si ferma spesso per ammirare Bøsdalafossur, una cascata che si getta direttamente nell’oceano, uno spettacolo non proprio comune.

Seguendo la strada principale di Vágar si arriva a Bøur, un piccolo villaggio fatto di case in legno con tetti di torba, che guardano verso isolotti come Drangarnir e Tindhólmur. Subito dopo, ecco Gásadalur, un tempo raggiungibile solo via mare o a piedi e – dato curioso – ora collegato grazie a un tunnel. Da qui parte un sentiero di circa quattro chilometri lungo l’antica via postale: una passeggiata che regala scorci panoramici davvero belli. Non lontano, un punto panoramico offre la vista su Múlafossur: la cascata, diventata simbolo delle Faroe, è una vera cartolina.
Sandavágur si fa notare per la sua chiesa bianca con tetto rosso, da cui parte un sentiero verso il Trøllkonufingur, un faraglione alto 313 metri. Poco frequentato, è scalato quasi solo da esperti, e lungo la salita si vedono ampie vedute dell’oceano e della costa frastagliata. L’isola di Vágar emblematizza un tratto saliente dell’intero arcipelago: la varietà dei paesaggi, raccolti in spazi piccoli ma sorprendenti.
L’isola di Mykines e le colonie di uccelli marini
Chi cerca qualcosa di diverso punta a Mykines, soprattutto in estate. Qui vive una delle più grandi colonie di puffin, noti per i colori sgargianti e l’importanza ecologica. Per arrivarci, si prende un traghetto da Sørvágur: dura circa 40 minuti, con partenze frequenti durante la stagione. Capita spesso, però, che sia necessario prenotare con largo anticipo perché i posti sono limitati. Il mare? Può non essere mai tranquillo, ecco perché le partenze si possono annullare o rimandare – una realtà poco immaginabile per chi viene da città.
Mykines ospita anche un piccolo insediamento, dove si trova una locanda con servizi di base – indispensabili per ripararsi dal vento e dalla pioggia, costanti a queste latitudini. Il sentiero principale forma un anello che porta al faro, passando vicino a migliaia di puffin, sule e altre specie marine tra giugno e agosto. Il legame stretto tra questi uccelli e il clima locale è sorprendente: ogni escursione richiede flessibilità e un occhio attento alle previsioni, un dettaglio non da poco per chi vuole immergersi nella natura vera dell’isola.
Streymoy e il patrimonio culturale delle Faroe
Streymoy è l’isola più grande e ospita Tórshavn, la capitale più piccola d’Europa. Qui abita quasi metà della popolazione dell’arcipelago. Il centro si sviluppa attorno al porto e al quartiere di Reyn, un mix di antico e moderno. Le case tradizionali, in legno scuro e con tetti erbosi, mostrano un’architettura che resiste nel tempo. La cattedrale bianca attira per la sua collezione di modellini di navi, mentre il lungomare è animato da bar e ristoranti, riflesso della vita reale della città.
Quando il tempo è brutto, il Museo Nazionale diventa meta obbligata per capire la storia e la cultura delle Faroe. Tra i pezzi esposti ci sono oggetti d’artigianato tradizionale e reperti storici significativi. Poco lontano si può visitare un museo all’aperto che ricostruisce un villaggio agricolo antico: una finestra viva sulla vita rurale di un tempo.
Vicino a Tórshavn c’è Kirkjubøur, il sito storico più importante dell’arcipelago, con rovine di chiese medievali e una fattoria dell’XI secolo, la più antica costruzione in legno ancora abitata in Europa. Il posto racconta una storia chiara: il legame tra vita umana e natura. Il paesaggio intorno trasmette la durezza di un tempo passato, quasi palpabile.
A ovest di Streymoy partono escursioni in barca verso le scogliere di Vestmanna, tra le più alte e spettacolari dell’arcipelago. Le imbarcazioni si addentrano nelle grotte marine per vedere da vicino formazioni rocciose e tante specie di uccelli che trovano rifugio lì: un mix di natura e avventura affascinante. Ideale per chi vuole un’esperienza intensa, a stretto contatto con l’ambiente marino.
