Isole Faroe: paesaggi selvaggi, tradizioni autentiche e attività imperdibili da vivere sul posto

Isole Faroe: paesaggi selvaggi, tradizioni autentiche e attività imperdibili da vivere sul posto

Franco Vallesi

Gennaio 29, 2026

Nel cuore dell’Atlantico del Nord si trovano le Isole Faroe, un arcipelago che non passa inosservato per i paesaggi aspri e una natura che dà quasi un senso di intimità isolata. Le scogliere, a strapiombo sull’oceano, impongono rispetto, mentre i prati intensamente verdi si stendono tra villaggi minuscoli: qualcuno conta pochissimi abitanti, altri invece sono del tutto deserti. Spesso vengono accostate all’Islanda, ma è più la Scozia e l’Irlanda – per la vegetazione e l’orografia – a richiamare alla mente. L’acqua si trova ovunque: fiumi, ruscelli e cascate spettacolari raccontano un rapporto profondo con la natura.

Se si cerca un’esperienza dinamica lo trovi qui: trekking, escursioni in barca e avvistamenti di fauna sono il pane quotidiano. Le strade forse strette, immerse nei paesaggi, si trasformano a loro volta in scorci da non perdere. Muoversi con calma? Consigliato, proprio per cogliere ogni dettaglio di ogni isola. Tra le cose meno note – ma di grande valore – c’è l’assenza totale di traffico e folle, che rende i trasferimenti momenti di quiete, quasi un lusso raro.

Le isole occidentali tra lago sospeso e villaggi sulla costa

Il punto d’ingresso principale è Vágar, grazie all’aeroporto che funge da porta d’accesso, da cui partono diverse escursioni. Tra le attrazioni che non si possono perdere c’è il lago sospeso di Sørvágsvatn: otticamente, sembra quasi galleggiare sopra il mare che si intravede poco più in basso. La camminata per arrivarci dura circa tre ore e serve un biglietto d’ingresso – tra i più costosi dell’arcipelago, sì – ma tutto sommato l’esperienza lo giustifica. Durante il percorso ci si ferma spesso per ammirare Bøsdalafossur, una cascata che si getta direttamente nell’oceano, uno spettacolo non proprio comune.

Isole Faroe: paesaggi selvaggi, tradizioni autentiche e attività imperdibili da vivere sul posto
Isole Faroe: paesaggi selvaggi, tradizioni autentiche e attività imperdibili da vivere sul posto – biciclettaverde.it

Seguendo la strada principale di Vágar si arriva a Bøur, un piccolo villaggio fatto di case in legno con tetti di torba, che guardano verso isolotti come Drangarnir e Tindhólmur. Subito dopo, ecco Gásadalur, un tempo raggiungibile solo via mare o a piedi e – dato curioso – ora collegato grazie a un tunnel. Da qui parte un sentiero di circa quattro chilometri lungo l’antica via postale: una passeggiata che regala scorci panoramici davvero belli. Non lontano, un punto panoramico offre la vista su Múlafossur: la cascata, diventata simbolo delle Faroe, è una vera cartolina.

Sandavágur si fa notare per la sua chiesa bianca con tetto rosso, da cui parte un sentiero verso il Trøllkonufingur, un faraglione alto 313 metri. Poco frequentato, è scalato quasi solo da esperti, e lungo la salita si vedono ampie vedute dell’oceano e della costa frastagliata. L’isola di Vágar emblematizza un tratto saliente dell’intero arcipelago: la varietà dei paesaggi, raccolti in spazi piccoli ma sorprendenti.

L’isola di Mykines e le colonie di uccelli marini

Chi cerca qualcosa di diverso punta a Mykines, soprattutto in estate. Qui vive una delle più grandi colonie di puffin, noti per i colori sgargianti e l’importanza ecologica. Per arrivarci, si prende un traghetto da Sørvágur: dura circa 40 minuti, con partenze frequenti durante la stagione. Capita spesso, però, che sia necessario prenotare con largo anticipo perché i posti sono limitati. Il mare? Può non essere mai tranquillo, ecco perché le partenze si possono annullare o rimandare – una realtà poco immaginabile per chi viene da città.

Mykines ospita anche un piccolo insediamento, dove si trova una locanda con servizi di base – indispensabili per ripararsi dal vento e dalla pioggia, costanti a queste latitudini. Il sentiero principale forma un anello che porta al faro, passando vicino a migliaia di puffin, sule e altre specie marine tra giugno e agosto. Il legame stretto tra questi uccelli e il clima locale è sorprendente: ogni escursione richiede flessibilità e un occhio attento alle previsioni, un dettaglio non da poco per chi vuole immergersi nella natura vera dell’isola.

Streymoy e il patrimonio culturale delle Faroe

Streymoy è l’isola più grande e ospita Tórshavn, la capitale più piccola d’Europa. Qui abita quasi metà della popolazione dell’arcipelago. Il centro si sviluppa attorno al porto e al quartiere di Reyn, un mix di antico e moderno. Le case tradizionali, in legno scuro e con tetti erbosi, mostrano un’architettura che resiste nel tempo. La cattedrale bianca attira per la sua collezione di modellini di navi, mentre il lungomare è animato da bar e ristoranti, riflesso della vita reale della città.

Quando il tempo è brutto, il Museo Nazionale diventa meta obbligata per capire la storia e la cultura delle Faroe. Tra i pezzi esposti ci sono oggetti d’artigianato tradizionale e reperti storici significativi. Poco lontano si può visitare un museo all’aperto che ricostruisce un villaggio agricolo antico: una finestra viva sulla vita rurale di un tempo.

Vicino a Tórshavn c’è Kirkjubøur, il sito storico più importante dell’arcipelago, con rovine di chiese medievali e una fattoria dell’XI secolo, la più antica costruzione in legno ancora abitata in Europa. Il posto racconta una storia chiara: il legame tra vita umana e natura. Il paesaggio intorno trasmette la durezza di un tempo passato, quasi palpabile.

A ovest di Streymoy partono escursioni in barca verso le scogliere di Vestmanna, tra le più alte e spettacolari dell’arcipelago. Le imbarcazioni si addentrano nelle grotte marine per vedere da vicino formazioni rocciose e tante specie di uccelli che trovano rifugio lì: un mix di natura e avventura affascinante. Ideale per chi vuole un’esperienza intensa, a stretto contatto con l’ambiente marino.

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